Cresciuta in una casa in cui vigeva la regola ‘se sei abbastanza alta da poterlo prendere dalla libreria, allora puoi leggerlo’, ho iniziato a muovermi tra le parole con La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl insieme a La nevrosi si può vincere di Herman Hesse, con Gelsomino nel paese dei bugiardi di Gianni Rodari accompagnato dalle Sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi.
La mia regola era: due libri alla volta, uno con le figure e uno senza. Grazie a questo apprendistato sono uscita dall’infanzia con un’idea abbastanza precisa del mondo dei grandi –un postaccio– e della letteratura – un posto dove si può fare tutto, o quasi.
Arrivata nel postaccio, ho deciso di ingentilirlo con studi di letteratura, antropologia e mediazione culturale, all’università, e di tecniche della narrazione, alla Scuola Holden, per mantenere un legame con le storie e scoprire quanti mondi ci sono in questo mondo.
Cosa faccio, in breve
- tengo corsi e laboratori di scrittura in presenza e in streaming dedicati a chi vuole raccontare
- progetto corsi di scrittura, narrazione e percorsi didattici e culturali
