THE ART OF MEMOIR di Mary Karr

La Regina dei memoir mette a disposizione dei lettori la sua magistrale conoscenza ed esperienza di autrice e docente di scrittura autobiografica.


Lascio a Stephen King l’onore di presentare Mary Karr, per chi non la conoscesse. Lo fa dedicandole le prime parole di On Writing. Autobiografia di un mestiere.


Sono rimasto folgorato dall’autobiografia di Mary Karr, Il club del bugiardi. Non solo dalla sua ferocia, dalla sua bellezza e dalla straordinaria abilità dell’autrice nel restituirci un certo lessico americano, ma dalla sua completezza: la Karr ricorda ogni dettaglio dei primi anni di vita.


The Art of Memoir racconta come l’autrice sia riuscita a trasformare questi ricordi in storie, come lo scrivere di sé abbia avuto un impatto inizialmente destabilizzante ma positivo sul destino della propria famiglia e condivide con noi lettori e lettrici riflessioni su stile, tecnica e rischi del mestiere di autore/autrice di memoir.
Leggendo questo libro si impara, tanto. Siamo nell’ambito della non-fiction, o meglio l’autrice vive in questo modo un tipo di scrittura che si presta a molte interpretazioni. Proprio per questo il senso di responsabilità dell’autore/autrice che vuole condividere con un pubblico la propria storia è fondamentale, e ancor prima di chiedersi perché potrebbe avere senso scrivere il proprio memoir ha senso chiedersi perché non scriverlo.

The Art of Memoir ha un unico difetto: non è ancora stato tradotto in italiano.
Nell’attesa di un’edizione nella nostra lingua riassumo l’elenco a pagina 28-29 dell’edizione di Harper – Perennials sul perché non scrivere un memoir.

1.

Se l’opinione altrui ti influenza pesantemente, meglio aspettare di trovare un tuo equilibrio.

2.

Se hai una pessima memoria, lascia perdere.

3.

Se gli eventi che vuoi raccontare sono recenti – ovvero accaduti negli ultimi sette o otto anni – potrebbe essere più dura del previsto. Spesso la distanza temporale aiuta quella emotiva.

4.

Anche se sei giovane potresti avere bisogno di aspettare. La maggior parte di noi è ancora soffice come l’argilla prima dei trentacinque anni.

5.

Se scrivi un memoir – con l’obiettivo di pubblicarlo – come terapia, meglio rivolgersi direttamente a un terapeuta.

6.

Se vuoi vendetta, assumi un avvocato.

7.

Non scrivere di persone che odi. Esempio: non scrivere un memoir sul divorzio che stai affrontando.

8.

Se la tua storia riguarda uno specifico gruppo di persone – per esempio una minoranza – preparati a qualsiasi tipo di conseguenza. Non è detto che il tuo memoir verrà accolto con tutti gli onori.

9.

Se sei il tipo di persona che non cambia mai idea o non si scusa mai non hai la fluidità necessaria per affrontare questo tipo di lavoro.

10.

Se la fase di riscrittura non fa per te, lascia perdere. Nella scrittura autobiografica c’è continuamente bisogno di ripensare, reinterpretare e correggere la propria opinione.


L’autrice:

Oltre ad avere scritto memoir tradotti in tutto il mondo – e da cui sono stati tratti film – sulla propria famiglia e sulla propria vita, Mary Karr da anni tiene corsi sulla scrittura autobiografica alla Syracuse University.

Vuoi saperne di più? Tutte le info qui.

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