UN GIORNO, UN CANE di Gabrielle Vincent

Un silent book che non può lasciare indifferenti.


La versione italiana di Un giorno, un cane è fuori catalogo, ma trattandosi di un silent book, ovvero un libro illustrato senza le parole, si può ricorrere all’edizione francese. Ne vale la pena.


Dalla quarta di copertina:

Il destino di un cane abbandonato sulla strada delle vacanze. Il lungo peregrinare, la solitudine, i pericoli… Infine l’incontro inatteso con un bambino e, forse, la speranza di una nuova vita. Una storia emozionante raccontata con la sola forza delle immagini.


Da leggere se:

— ami le storie essenziali. Qui tutto è ridotto all’osso: zero parole, le immagini sono schizzi in bianco e nero. Ma quando all’opera c’è un’artista con una storia forte, il poco che viene lasciato diventa imprescindibile ed emerge con una tale potenza da non poter essere più dimenticato.
Incontrai questo libro in una piccola libreria di montagna, una decina d’anni fa. Non lo comprai perché i compagni di viaggio erano ormai sulla via del ritorno mentre io, come sempre, mi attardavo tra gli scaffali, così corsi via per raggiungerli e abbandonai il libro al suo destino.
La storia mi colpì così tanto che l’ho cercata per anni. Solo, non ricordavo il nome dell’autrice, né l’editore, niente. Quando l’ho finalmente trovata era fuori catalogo, così ho comprato l’edizione francese – trattandosi di un silent book non è un problema grave. 
Nonostante gli anni trascorsi, l’assenza di indizi, la non reperibilità, Un giorno, un cane si è fatto strada nel mio cuore e ha trovato la strada di una nuova casa, la mia. Come spero accada al protagonista del racconto ogni volta che sfoglio il libro;

—ami la non-fiction. La maestria di Gabrielle Vincent raggiunge un livello di realismo notevole, tanto che sembra di sfogliare un reportage. Anche per questo la storia colpisce ed emoziona profondamente;

— vuoi prenderti una tregua dagli animali antropomorfizzati di Disney, Pixar e altre storie per bambini e ragazzi. Qui non parla nessuno – né il cane, né il bambino, né gli altri personaggi – ma le espressioni di visi e musi dicono molto più di quanto potrebbero dire tante parole.


Lettura obbligatoria: per chi ama gli animali.


Lascia perdere se: sei affett* da horror vacui.


Cosa mi ha insegnato:

— che, come dice il regista di WALL•E Andrew Stanton, la narrazione senza dialogo è una forma pura di storytelling, un approccio che comprende tutto. Lo racconta in questo TED talk.

— che una storia solida e profonda non contiene un solo tema – esempio: l’abbandono degli animali. Ne contiene tanti. Un giorno, un cane racconta la solitudine, l’amicizia, la paura, il conforto di un abbraccio…


L’autrice e l’illustratrice:

Gabrielle Vincent è stata un’autrice e illustratrice di libri per bambini. Conosciuta soprattutto per la serie di libri Ernest e Célestine, diventata anche un film.

Vuoi saperne di più? Maggiori info qui.

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