TECNOLOGIE DEL SÉ a cura di L. H. Martin, H. Gutman e P. H. Hutton

Un seminario con Michel Foucault.


Che cosa sono le tecnologie del sé?

L’obiettivo che perseguo da oltre venticinque anni è quello di tracciare la storia dei diversi modi in cui, nei vari ambiti della nostra cultura (economia, biologia, psichiatria, medicina e diritto penale) gli uomini hanno sviluppato una conoscenza di sé. Com’è ovvio, il presupposto fondamentale dell’impresa è quello di non accettare queste forme di conoscenza così come si presentano, ma di analizzare le cosiddette scienze come «giochi di verità» molto specifici, connessi a particolari tecniche utilizzate dagli esseri umani per comprendere se stessi. 
Quale contesto generale per la ricerca possiamo considerare quattro tipi fondamentali di «tecnologia», tutti egualmente matrice di ragion pratica:
1) le tecnologie della produzione, dirette a realizzare, trasformare o manipolare gli oggetti;
2) le tecnologie dei sistemi di segni, che ci consentono di far uso di segni, significati, simboli, significazioni;
3) le tecnologie del potere, che regolano la condotta degli individui e li assoggettano a determinati scopi o domini esterni, dando luogo a una oggettivazione del soggetto;
4) le tecnologie del sé, che permettono agli individui di eseguire, coi propri mezzi o con l’aiuto degli altri, un certo numero di operazioni sul proprio corpo e sulla propria anima – dai pensieri, al comportamento, al modo di essere – e di realizzare in tal modo una trasformazione di se stessi allo scopo di raggiungere uno stato caratterizzato da felicità, purezza, saggezza, perfezione o immortalità.

Da leggere se:

— ti interessa scoprire come veniva esplorato il mondo interiore prima di Freud e della psicanalisi. Quanto prima? Molto prima: Foucault ci racconta le tecniche di formazione del sé nella Grecia antica e nell’età cristiana. Gli altri autori del libro raccontano l’introduzione delle tecniche orientali del sé in Occidente, dell’Amleto di Shakespeare, di Rousseau e di un acuto paragone tra il metodo di Foucault e quello di Freud;

— ti piacerebbe percorrere o ripercorrere il pensiero di Foucault ma temi che i suoi scritti siano ostici. Tecnologie del sé è uno scritto non solo interessantissimo, ma anche scorrevole e piacevole da leggere

Non mi pare davvero necessario sapere esattamente che cosa sono. La cosa più importante nella vita e nel lavoro è diventare qualcosa di diverso da quello che si era all’inizio. Se, cominciando un libro, si sapesse fin dall’inizio che cosa si arriverà a dire alla fine, chi troverebbe il coraggio di scriverlo? E ciò che vale per la scrittura e per i rapporti amorosi vale anche per la vita. Vale la pena di giocare nella misura in cui non sappiamo che cosa succederà alla fine.

Lettura obbligatoria: per chi cerca nuovi strumenti per individuare e smontare le tante sovrastrutture che ci rendono meno liberi di quanto crediamo. E dunque, lettura obbligatoria per chi vuole essere più liber*.


Lascia perdere: se nella lettura cerchi puro svago. Tecnologie del sé è una lettura per entrare in sé, non per fuggire da sé.


Cosa mi ha insegnato:

— Foucault non si barricava nella torre d’avorio. Al contrario, cercava il confronto con studenti e con studiosi dalle idee anche opposte alle proprie per procedere nella ricerca, e per mantenerla viva;

Tenga conto che io non sono né uno scrittore, né un filosofo, né una grande figura di intellettuale: sono un insegnante. […] Io non voglio fare la parte del profeta che dice: «Prego, sedetevi, quello che sto per dirvi è molto importante». Il mio scopo è discutere insieme del nostro lavoro comune.

— l’obiettivo di Foucault non era quello di dare risposte o letture cristallizzate della cultura, della società e del pensiero. A lui interessava suscitare domande, in modo che ciascuno potesse trarre le proprie conclusioni.


Dalla quarta di copertina:

Verso la fine della sua vita, Foucault si volse dallo studio delle tecniche del potere e del dominio mediante le quali il «sé» era stato oggettivato (discorso scientifico, pratiche mediche e disciplinari) allo studio di come un individuo interagisce con gli altri e agisce su se stesso. Nel libro che avrebbe dovuto nascere dal seminario tenuto nel 1982 negli Stati Uniti, Foucault si proponeva ormai di ricostruire «una genealogia di come il sé costituì se stesso in soggetto». La morte gli impedì di realizzare tale progetto, di cui restano però i materiali poi scrupolosamente editi da alcuni discepoli. […] Completato da un’intervista e chiuso da un capitolo in cui Foucault espone il senso del nuovo orientamento della sua ricerca, il libro ripropone la ricchezza e la problematicità di un pensiero forse da molti troppo presto archiviato.


L’autore:

Michel Foucault è stato professore di Storia dei sistemi di pensiero al Collège de France. Ha pubblicato tantissime opere, quasi tutte tradotte in italiano, come Storia della follia nell’età classica, Nascita della clinica, Le parole e le cose, L’archeologia del sapere, L’ordine del discorso, Sorvegliare e punire, La volontà di sapere, L’uso dei piaceri e La cura di sé

Vuoi saperne di più? Trovi tutte le info sul libro qui

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