LA PAROLA GRAZIE A DIO CE L’ABBIAMO ANCORA di G. D.

Lettera a un amico.

Ciao Ale,

no, non sono uscita fuori di testa – come sicuramente starai pensando – ho solo ritenuto giusto scriverti una lettera invece di chiamarti, mandarti un messaggio o incontrarci al parco per parlare. 
Spero che un leggero sorriso si sia fatto strada sul tuo viso, sul mio è apparso fin da prima di iniziare a scrivere.

Insomma, amico mio, come stai?
Non parliamo mai in modo profondo io e te, in mezzo ci sono sempre le solite stronzate. Se per parlare bisogna per forza mangiare una pizza usciamo più spesso, che dici? L’altra volta me lo hai proposto anche tu.
Ti chiedo scusa se a volte ti rispondo male, lo faccio solamente per creare quella situazione di gioco che mi piace tanto, ma questo già lo sai, altrimenti ci saremmo mandati a fanculo già da tempo! Le mie scuse cercano più che altro di riparare alcune situazioni a cui tu non avrai fatto neppure caso, oppure sì, ma come faccio a saperlo se non mi parli? 

Non è vero che i ragazzi non ne parlano di certe cose, hai ragione quando dici che noi ragazze ci confidiamo un po’ di più, ma ciò non significa che anche tu non lo possa fare. Non voglio costringerti a parlare con Thomas, con Emanuele o addirittura con Simone, ti dico però che potresti parlare con me.
Ti chiedo scusa per tutte quelle volte in cui ti ho visto sovrappensiero e non ti ho chiesto nulla, ti chiedo scusa per non aver insistito abbastanza, per non aver cercato il dialogo, per aver pensato “tanto se vuole parlare mi cerca lui”.
Sei sempre stato un tipo riservato, però, amico mio, che coglioni eh! Non siamo più bambini, la parola grazie a dio ce l’abbiamo ancora e quindi usiamola diamine! Ti prometto che da oggi le cose cambieranno, ti romperò le palle fino allo sfinimento. 
Parlami, ti prego pensaci, guarda che ti fa bene parlare. Non ti fa male lo stomaco a trattenere tutto? Non so come tu ci riesca, io morirei. 

Mi raccomando, fatti sentire.

E smettila di inviarmi stronzate mentre sei all’università, lo so che ti annoi, ma datti una regolata!

Ti voglio bene e sempre te ne vorrò.

G.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *