ETNOLOGIA DEL NATALE di Martyne Perrot

Indagine su una festa paradossale.

Dalla quarta di copertina:

Il Natale è uno straordinario evento ciclico che ci permette di indagare in profondità nei miti e nei riti dell’Occidente. Quale altra festività genera infatti una mobilitazione sociale e un marketing così giganteschi, che al tempo stesso si richiamano a legami familiari dal sapore ancestrale? Proprio questa festa paradossale è qui rivisitata come «oggetto antropologico totale» in una narrazione lieve e colta che ci parla della società dei consumi e del nostro inconscio, della solitudine e della famiglia, del divino e del triviale. 

Da leggere se:

— sei appassionat* del Natale e vuoi conoscerne le origini

— ti piacciono i libri che offrono una grande varietà di informazioni e contenuti: Etnologia del Natale spazia dai Saturnali alla Coca-Cola, da Arlecchino a San Nicola, dal cenone natalizio a Villon.


Lettura obbligatoria: se ami andare oltre gli stereotipi e il sapere comune.

Un fatto è ormai assodato: la festa di Natale celebrata il 25 dicembre era ignorata dai cristiani dei primi tre secoli. Osserva il teologo Oscar Cullmann: «quella che sarebbe diventata una data fondamentale per la Chiesa cristiana non riguardava affatto i primi fedeli, per la semplice ragione che non si parlava mai della nascita del Cristo […]. Alle prime comunità, molto più della sua incarnazione, interessavano la morte e la resurrezione». Quei primi cristiani non celebravano nemmeno le ricorrenze degli apostoli e dei martiri, e Origene faceva addirittura notare che nella Bibbia solo gli empi, come il Faraone o Erode, festeggiavano il proprio giorno natale.
Solo due evangelisti, Luca e Matteo, rievocano la nascita di Gesù, ma non indicano nessuna data, e quando i Padri della Chiesa decisero di attribuirne una precisa, i loro calcoli portarono a risultati molto discordanti. In un computo pasquale dell’anno 243 si scopre che la ricorrenza sarebbe stata fissata in un primo tempo il 28 di marzo (data in cui giorno e notte hanno la stessa lunghezza), perché nel Genesi si dice che Dio, alla creazione, separò la luce dalle tenebre. Nei primi tre secoli, il giorno di Natale cadeva comunque in primavera.

Lascia perdere: se sei il Grinch!


Cosa mi ha insegnato:

— più si scava, più emergono collegamenti, simboli, idee che ci uniscono e vanno oltre le distanze di spazio e tempo;

riti e miti non muoiono mai, cambiano solo aspetto per adeguarsi ai tempi.


L’autrice:

Martyne Perrot insegna al CNRS di Parigi ed è membro del Centre Edgar Morin. Ha pubblicato numerosi saggi di ricerca antropologica sull’Occidente.

Vuoi saperne di più? Puoi leggere un interessante articolo di Marco Belpoliti sul Natale pubblicato su Doppiozero, o trovare tutte le info sul libro qui.

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