ELEGIA AMERICANA di J. D. Vance

Un memoir che è anche uno spaccato di una parte dimenticata degli Stati Uniti.

Voglio che la gente sappia cosa vuol dire arrivare quasi a perdersi, perché può succedere a tutti. Voglio che sappia come vivono i poveri e qual è l’impatto psicologico che produce la povertà spirituale e materiale sui loro figli. Voglio che capisca cos’ha rappresentato il sogno americano per me e la mia famiglia. Voglio che capisca in cosa consiste realmente il cosiddetto “ascensore sociale”. E voglio che capisca una cosa che ho scoperto solo di recente: chi, come me, ha avuto la fortuna di realizzare il sogno americano, si porta dietro per sempre i fantasmi della vita che si è lasciato alle spalle.


Da leggere se:

— vuoi conoscere un’America di cui si parla poco, lontana dai successi della Silicon Valley o di Hollywood;

— ti piacciono i memoir di persone non famose.

Lettura obbligatoria: se ami la non-fiction.

Lascia perdere se: preferisci la forma al contenuto.

Cosa mi ha insegnato:

— come ci si presenta ai lettori in modo cristallino; l’introduzione del libro è, da sola, una lezione di scrittura non-fiction;

come si dà valore a vite “sgangherate”, come le chiama J. D. Vance, attraverso uno sguardo amorevole e un racconto che restituisca loro dignità.

L’autore:

J. D. Vance ha prestato servizio in Iraq, si è laureato in legge a Yale ed è un venture capitalist.

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