QUANDO IL RESPIRO SI FA ARIA di Paul Kalanithi

Un giovane medico, la sua malattia e una riflessione necessaria e toccante sul senso della vita.

Le vite e le identità dei nostri pazienti sono nelle nostre mani, eppure la morte vince sempre. Per quanto tu possa essere perfetto, il mondo non lo è. Il segreto è sapere che il mazzo è truccato, che perderai, che le tue mani o il tuo giudizio falliranno, e ciononostante devi fare il possibile per vincere, per i tuoi pazienti. Non puoi raggiungere la perfezione, ma puoi credere in un asintoto verso il quale tendere all’infinito.


Dalla quarta di copertina:

Un giovane neurochirurgo americano di origini indiane, al culmine del successo professionale e della felicità familiare, si trova ad affrontare un cancro in fase terminale. La malattia è l’occasione per guardare il mondo con lo sguardo del paziente e soprattutto per riflettere sul destino che ci accomuna a ogni essere vivente che nasce, cresce, muore.

Da leggere se:

— ami i memoir;

— ti piacciono le storie che raccontano una professione;

— cerchi un libro che parli in modo diretto della malattia e della morte.

Lettura obbligatoria: se sei un* medic*.

Lascia perdere se: non riesci a sostenere le storie che parlano in modo esplicito di morte.

Cosa mi ha insegnato:

— una riflessione sulla vita ha senso solo se si prende in considerazione anche la morte;

— il vero significato dell’espressione urgenza narrativa.

L’autore:

Paul Kalanithi è stato un neurochirurgo e un ricercatore di successo.

Vuoi saperne di più? Maggiori info qui
E se vuoi sapere come prosegue la storia, leggi questo articolo.

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